CONFERENZA STAMPA DELLA FORM SUI RAPPORTI CON LA FONDAZIONE PERGOLESI SPONTINI

confliricajesi_news_big


ANCONA, 15/9/2014 - Un appello rivolto alla Fondazione Pergolesi Spontini a ripensare la sua posizione e la costruzione di sistema lirico/sinfonico marchigiano. Sono i due temi che compongono il cuore della conferenza stampa della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche presieduta dal presidente Renato Pasqualetti e dal direttore Fabio Tiberi che ha avuto luogo questa mattina presso il Teatro delle Muse di Ancona.

«A gennaio 2014 siamo stati chiamati per essere presenti nei tre titoli in cartellone (Tosca, Don Giovanni, Racconti di Hoffman) - afferma Pasqualetti - della Stagione Lirica di Jesi. La nostra presenza si leggeva nel sito della Fondazione Pergolesi Spontini e forse anche la domanda presentata al Ministero faceva riferimento all’Orchestra Filarmonica Marchigiana. Mentre stavamo elaborando i termini della nostra presenza, ci è arrivata in maniera inaspettata la notizia che saremmo stati presenti solamente in Tosca, perché per gli altri due titoli saremmo stati sostituiti dall’Orchestra “I pomeriggi musicali” di Milano. Uso il termine sostituiti perché è quello più chiaro per definire chi è stato inizialmente chiamato per fare tre titoli, che poi si sono ridotti a uno. Abbiamo chiesto le ragioni, ma non ci sono state fornite.
Certamente non possono essere quelle della capacità artistica, che a Jesi abbiamo sempre dimostrato (abbiamo 350 abbonati alla nostra Stagione Sinfonica) e che è confermata dalla richiesta della nostra presenza in Tosca. Non quella di un accordo già firmato e bloccato con l’altra Orchestra, confermata dal fatto che per una delle opere a Bolzano suonerà l’Orchestra Haydn e non i Pomeriggi Musicali.
Abbiamo domandato se fosse una questione di costi e non ci è stata data una risposta. Anche pochi giorni fa abbiamo chiesto di indicarci l’eventuale differenza economica tra il nostro utilizzo e quello dell’altra orchestra, che ci è stato promesso, ma non ci è stato ancora fornito.
Qualora fosse stato quello economico il problema, prima di mettere in discussione un numero considerevole di giornate di lavoro per quasi 50 professori d’orchestra marchigiani, la questione andava responsabilmente affrontata e, se possibile, risolta.
Questo è quello che da mesi chiediamo al Sindaco di Jesi, Massimo Bacci, in qualità di Presidente della Fondazione Pergolesi Spontini e che continuiamo a chiedere anche oggi con questa conferenza stampa, senza nessuna iattanza, ma con amarezza e preoccupazione. Utilizzare le masse artistiche marchigiane, non solo sarebbe riconsegnare delle giornate di lavoro, rispondendo a esigenze di professori d’orchestra diplomati al Conservatorio e con decenni di attività orchestrale sulle spalle, ma che lavorano con FORM per 8 mesi all’anno con stipendi medi di poco più di 1000 euro al mese e affrontano il peso e la durezza della crisi, ma anche ricostruire un clima di serenità tra il Teatro di Jesi e gli altri soggetti musicali marchigiani, a partire da FORM.
Bacci è un uomo sensibile e, oltre alla possibilità di un Concerto Lirico già in questa Stagione, ci ha già garantito un progetto triennale da fare insieme Fondazione Pergolesi Spontini e FORM, per affrontare i problemi del nuovo decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta alla metà di agosto e che impone una programmazione triennale e nuove difficoltà da affrontare. Ma proprio perché è un amministratore sensibile, siamo certi che non può sfuggirgli anche il valore simbolico e di rapporto concreto con i lavoratori dello spettacolo di come si concluderà la vicenda della Stagione Lirica di Jesi del 2014.
In questo senso mi ha molto stupito - prosegue Pasqualetti - una brusca telefonata del Sindaco Bacci, con la quale tre giorni fa mi diceva che le raccolte di firme gli creavano un problema. Vorrei fargli notare che è veramente un’ottica rovesciata. Per il Sindaco di Jesi 140 firme di lavoratori dello spettacolo e 300 di cittadini, in calce a due appelli molto civili, rappresentano un problema, mentre la perdita incomprensibile di 20 giornate di lavoro non lo dovrebbero rappresentare per i lavoratori dello spettacolo e per i vertici di FORM?
Infine, se oggi è corretto per noi parlare principalmente di FORM, questo nostro appello è organico e interno a quello organizzato autonomamente dai lavoratori dello spettacolo (musicisti, coristi, sarte, macchinisti e altre figure) a cui diamo piena solidarietà. Questi lavoratori pongono un tema di grande importanza, che secondo noi va affrontato e risolto costruendo un “sistema lirico/sinfonico marchigiano”, che reperisca risorse e metta a fuoco progetti all’interno delle Marche, facendo massa critica e senza escludere, poi, rapporti con altre realtà del nostro Paese. Un percorso che l’Assessorato alla Cultura della Regione Marche ha avviato, servendosi per la sua attuazione del Consorzio Marche Spettacolo. È un processo complesso, ma siamo certi che questa sia la modalità per cercare di rafforzare tutti i soggetti musicali delle Marche, di mantenere alto il loro profilo produttivo e anche di ottimizzare le risorse.
Sarebbe, invece, una strada profondamente sbagliata e assolutamente inaccettabile una sorta di spending review della musica delle Marche, in cui risparmi e tagli si facciano gravare sui lavoratori di questo settore, che sono quelli che prevalentemente in questi anni hanno costruito gli spettacoli con il loro talento, la loro fatica e i loro sacrifici. E questa ultima affermazione è il cuore della conferenza di oggi».

All’incontro, anticipato da un momento musicale che ha visto protagonisti i musicisti dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, ha partecipato anche Carlo Maria Pesaresi, rappresentante del CdA FORM e presidente del Consorzio Marche Spettacoli, che dichiara il sostegno alla questione sollevata questa mattina.