La FORM chiude alla grande le stagioni di Jesi e Macerata

soudant-rea_news_big

Due concerti da non perdere: il Maestro SOUDANT con un viaggio nel mondo del Classicismo e DANILO REA con una rivisitazione jazz di autori classici

ANCONA 15/04/2015 - La FORM si avvia alla conclusione delle stagioni sinfoniche dei Teatri di Jesi e Macerata, con due concerti che sottolineano l’estrema vivacità e varietà di repertorio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana.
Un primo programma con il Maestro Hubert Soudant, musicista di fama internazionale e da gennaio Direttore Principale della FORM, sul classicismo e un secondo progetto che rivisita in chiave jazz con Danilo Rea, uno dei talenti pianistici più versatili del panorama italiano, musiche di autori classici come Čajkovskij, Ravel, Puccini, Mozart.
Due concerti che promettono grande musica ed emozioni intense per un finale di stagione da non perdere.
Soudant porta sabato 18 aprile (ore 21) al Pergolesi di Jesi e lunedì 20 aprile (ore 21) al Lauro Rossi di Macerata uno stimolante confronto fra due grandi compositori austriaci, Haydn e Schubert, di importanza fondamentale per la storia della sinfonia tra Classicismo e primo Romanticismo.
Dall’ultimo Haydn della Sinfonia “Sorpresa”, modello di perfezione e di equilibrio formale dello stile classico viennese maturato in una dimensione di serenità, libertà e sovrana ironia, al primo Schubert della Seconda Sinfonia, teatro di sperimentazione di una nuova via “romantica” dove la complessa personalità artistica del compositore, fluttuante fra incantamenti lirici, dolcissime malinconie e slanci eroici, trova la sua prima convincente forma di espressione. Con questo concerto, il direttore d’orchestra olandese chiude la prima parte di un percorso sul classicismo che ha portato sui palchi marchigiani anche la straordinaria Settima di Beethoven e “I viaggi di Mozart”.
Il 28 aprile a Macerata e il 29 aprile a Jesi, invece, è la volta di Danilo Rea Meets FORM: Classic in Jazz, in collaborazione con Marche Jazz Network. L’Orchestra Filarmonica Marchigiana sperimenta la contaminazione fra il genere sinfonico classico e altri “di confine” insieme al musicista vicentino, dai vasti e multiformi interessi culturali. A dirigere questa avventura musicale c’è Stefano Fonzi, arrangiatore e orchestratore dei brani in programma.